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La manovra 2018 è legge
Pubblicato il 15/01/18

 

 E’ stato approvato definitivamente il 23 dicembre al Senato, in terza lettura, il testo della Legge di Bilancio 2018, dopo un lungo percorso che lo ha visto significativamente modificato prima al Senato stesso e poi alla Camera. La manovra 2018 prevede diverse misure che si iscrivono al capitolo Industria 4.0 / Impresa 4.0.

Iperammortamento

Confermato – ma con rilevanti modifiche e ampliamenti – l’iperammortamento: innanzitutto si va avanti un altro anno intero, fino al 31/12/2018, con consegne fino al 31/12/2019 se viene versato un acconto pari ad almeno il 20% dell’ordine.

In secondo luogo è infatti stata introdotta la possibilità di sostituire “in corso d’opera”, cioè durante il periodo dell’ammortamento, i beni che fruiscono dell’iperammortamento con altri beni aventi caratteristiche non inferiori.

La terza novità invece riguarda i beni immateriali dell’allegato B (per le quali è confermata la maggiorazione al 140%), ai quali si aggiungono tre nuove voci realtive ai software per la realtà immersiva, la logistica e l’e-commerce. Tutti i dettagli in questa notizia.

Superammortamento

Anche il superammortamento viene confermato per un altro anno (31/12/2018), ma con percentuali e perimetro ridotti: l’incentivo scende infatti dal 140% al 130% e sono esclusi del tutto gli autoveicoli, compresi quelli a uso esclusivo. Per le consegne c’è tempo fino al 30 giugno 2019, sempre se l’ordine viene confermato con un acconto pari almeno al 20% del totale.

Sabatini

La Nuova Sabatini viene rifinanziata con 330 milioni di euro e durerà fino a esaurimento delle risorse disponibili (ragionevolmente per tutto il 2018).

Credito d’imposta per la formazione

Arriva l’atteso credito d’imposta per le spese in formazione. Il credito d’imposta è del 40% delle spese sostenute per il personale che viene formato sulle tecnologie 4.0. Oltre alle aree tecniche, sono comprese anche le aree marketing e vendite. L’incentivo varrà in via sperimentale per il solo 2018. Le risorse stanziate sono 250 milioni e il tetto massimo di spese incentivabili è pari a 300 mila euro. Il programma di formazione dovrà essere pattuito con i lavoratori, secondo quanto previsto da accordi sindacali di secondo livello (aziendali o territoriali).

Piccolo “giallo” per l’ultima modifica apportata alla Camera. Il beneficio infatti non è più “concesso”, come risultava nella prima stesura della norma, ma “si applica” automaticamente (comma 52). Inoltre il decreto attuativo non dovrà più provvedere “all’individuazione delle procedure di concessione e di utilizzo del beneficio”. L’inventivo, insomma, è automatico. Resta però poco chiaro come potrà il Ministero “effettuare il monitoraggio delle fruizioni del credito d’imposta” e controllare che la spesa per l’anno 2019 (sul quale ricadono gli effetti fiscali della norma) possa restare entro il tetto dei 250 milioni di euro.

Dieci miliardi per impresa 4.0

Grande soddisfazione del Ministro Carlo Calenda: in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico si rileva come la proroga di iper e super ammortamento valga 7,8 miliardi, mentre “sul versante degli investimenti in capitale umano e competenze sono stati stanziati 250 milioni per il credito di imposta per la formazione su tecnologie 4.0 e 95 milioni per incrementare il numero di studenti degli Istituti Tecnici Superiori con l’obiettivo di raggiungere quota 20.000 entro il 2020. Accanto a ciò l’istituzione del Fondo per il capitale immateriale con oltre 300 milioni, il rifinanziamento della nuova Sabatini con 330 milioni e del Fondo di Garanzia per le pmi per 830 milioni (nel decreto fiscale). Infine il Piano straordinario Made in Italy con 230 milioni per aiutare le aziende a penetrare e essere competitive sui mercati esteri. Innovazione, formazione e internazionalizzazione sono le leve giuste per sostenere l’industria e creare benessere sociale e occupazione”.

I conti del Ministero portano quindi a poco meno di 10 miliardi di euro (9.859 milioni) il totale delle risorse stanziate a partire dal 2018 per il piano Impresa 4.0 tra decreto fiscale e legge di bilancio, senza contare le risorse per il credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo previste nella scorsa legge di bilancio.